Recensione libro: Verdi – L’italiano (R.Muti)

Verdi, l'italiano

“Ovvero, in musica, le nostre radici”

E’ la forza del destino: ho avuto occasione di leggere questo libro durante uno dei tanti viaggi Roma-Milano per lavoro. Proprio Milano che, con la sua Scala, è tanto citato dall’autore.

Secondo libro scritto da Muti, dopo l’autobiografico “Prima la musica, poi le parole” (ho letto anche quello quindi posso affermare con vanto di aver letto il 100% della produzione letteraria di Muti :P) questa volta dedicato al suo compositore più amato, per il quale non perde occasione di dichiarare amore incondizionato.

Dopo la prefazione di A.Torno (che come tutte le prefazioni sembra una sfida a scrivere il maggior numero di parole complesse e superflue) la parola passa al maestro Muti e la musica -nel vero senso della parola- cambia accompagnandoci nella storia di un personaggio sicuramente celebre ma mai così ben conosciuto.

Muti è un cultore verdiano, non ci risparmia note biografiche, aneddoti e tantomeno lezioni di musica. E ci mostra Verdi con tutta la bellezza di una produzione musicale che può tanto rispondere ad una contestualizzazione storica -in questo caso il risorgimento italiano- quanto volare (sull’ali dorate) fuori dal tempo e rappresentare l’italianità, che non è fatta solo di suoni rustici e orecchiabili ma anche di raffinatezza e profonda ricerca interiore. Il libro presenta inoltre una lunga e legittima analisi della situazione operistica attuale, della quale Muti critica il poco lavoro dedicato, la troppa appariscenza dei cantanti solisti a discapito della fedele interpretazione di una partitura (Verdi stesso non tollerava iniziative da parte degli esecutori)  e della vuota e ossessiva ricerca filologica che investe le opere di ogni epoca. Un bellissimo capitolo è dedicato al confronto con Richard Wagner e un altro ancora al rapporto tra il compositore e Dio, rapporto tempestato da molti dubbi, da una continua speranza di salvezza o forse di una totale rassegnazione al nulla.

Personalmente non ho trovato nessuna polemica in questo libro. Riccardo Muti trasmette tutto il suo amore per la musica, espone le sue idee con rigore -forte di una conoscenza verdiana immensa e ancora in continuo sviluppo- e accende una piccola luce sulla strada del ritrovamento di un’identità nazionale legata a ciò che veramente appartiene gli italiani.

“Oh patria terra, alfin io ti rivedo,

Terra sì cara e desiata! Ognora

In sul lido ospital che m’accogliea,

Sempre di te la mente si pascea!”

                                    Orberto

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